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World of Warcraft – ASHBRINGER (NEW VERSION)

229,90

Esaurito

COD: WOW-DYD0456 Categorie: , Tag: , ,

Descrizione

HANDMADE 1

Direttamente da World of Warcraft, La Bottega del Nerd è lieta di presentarvi la nuova SPETTACOLARE versione di ASHBRINGER, ancora più EPICA e ACCATTIVANTE!

ECCO UN OGGETTO CHE NON PUO’  MANCARE A NESSUN APPASSIONATO DELLA FAMOSA SERIE ISPIRATA AL MONDO FANTASTICO DI WARCRAFT!

Replica della spada leggendaria di Warcraft, una sola parola “EPICA”

TUTTE LE NOSTRE SPADE SONO OGGETTI ORNAMENTALI, VENGONO SPEDITE NON AFFILATE SECONDO LE NORME VIGENTI SULLA LORO LIBERA VENDITA E DETENZIONE TRA LE PERSONE DI MAGGIORE ETÀ

Lunghezza: 118cm

MATERIALE:  Acciaio

Ashbringer è una delle armi più note di Warcraft; si tratta di una spada infusa del potere della Luce Sacra, originariamente creata per distruggere i non morti. Ha un ruolo centrale nella serie a fumetti World of Warcraft: Ashbringer. Impugnata inizialmente da Alexandros Mograine, è passata in seguito nelle mani di suo figlio Darion e infine in quelle di Tirion Fordring.

Verso la fine della Seconda Guerra contro gli orchi, durante la battaglia ai Bastioni di Blackrock Mountain Alexandros Mograine recuperò dal cadavere di uno stregone orco un oscuro cristallo, che Mograine descrisse come “l’incarnazione vivente dell’ombra… oscurità… una manifestazione. Un vuoto”; quando lo toccò, la sua mano rimase storpiata.
Mograine tenne il cristallo nascosto per circa dieci anni: quando dalle Northrend cominciarono a giungere le prime voci sul Flagello, si incontrò nella taverna di Hillsbrad con altri esponenti della Silver Hand, ai quali riferì tali voci e mostrò il cristallo. Mograine sosteneva che, poiché “non può esistere ombra senza la luce”, allora era necessario trovare il cristallo contrapposto a quello, per poterlo usare contro i non morti; l’inquisitore Isillien, invece, sosteneva che dovesse essere distrutto, e tentò di colpirlo con la Luce Sacra. Per lo sgomento di tutti, il cristallo assorbì la Luce, e Tirion Fordring provò a sua volta a colpirlo: l’effetto si ripeté e il cristallo cominciò a cambiare colore, divenendo più chiaro. Tutti i presenti, allora, cominciarono ad usare i loro poteri su di esso, fino a che non divenne splendente di Luce: toccandolo, Alexandros andò in estasi, e la sua mano venne guarita. Si decise dunque di utilizzarlo per forgiare un’arma che potesse contrastare i non morti.
Diversi indizi e coincidenze hanno portato a supporre che il cristallo avesse origini naaru, tesi plausibile ma mai confermata ufficialmente.

Mograine e Fairbanks si diressero ad Ironforge, la città dei nani, consegnando il cristallo a re Magni Bronzebeard: egli, infondendo nella forgiatura tutta la sua rabbia per la (presunta) morte del fratello Muradin per mano di Arthas, realizzò la migliore arma mai creata in vita sua, e la consegnò a Mograine; essa prese il nome di Ashbringer, titolo portato da Mograine stesso (alcune fonti attestano che fu la spada a prendere il nome da lui, altre dimostrano il contrario).

Dopo lo scioglimento della Silver Hand a causa della morte di Uther, molti dei suoi restanti membri si unirono per combattere il Flagello nelle Plaguelands, e Ashbringer divenne così letale per i non morti che attirò ben presto l’attenzione di Kel’Thuzad. Il lich si alleò con Balnazzar (che, seppur suo nemico, intendeva salvare suo fratello Varimathras che si trovava ad Undercity, città dei Reietti che Alexandros aveva intenzione di attaccare), escogitando un piano per eliminare Mograine: il Signore del Terrore corruppe uno dei figli di Alexandros, Renault, che attirò suo padre a Stratholme, dove riuscì ad ucciderlo utilizzando la stessa Ashbringer.
La spada venne corrotta da tale atto iniquo e l’anima di Alexandros venne legata ad essa e corrotta a sua volta. Renault divenne comandante del Monastero Scarlatto – garantendo in tal modo a Balnazzar il completo controllo sulla Scarled Crusade- e Alexandros venne resuscitato da Kel’Thuzad, divenendo uno dei suoi più forti cavalieri della morte.

Sperando di liberare suo padre, l’altro figlio di Alexandros, Darion, si avventurò con un manipolo di alleati della Silver Dawn a Naxxramas, la necropoli di Kel’Thuzad dove Alexandros si trovava; fu però costretto ad ucciderlo, ed ereditò così la spada Ashbringer (che era ancora in possesso di Alexandros). Dal momento in cui la impugnò, suo padre cominciò a parlargli da dentro la spada, guidandolo fino al Monastero Scarlatto: lì, Renault tentò di ucciderlo, ma lo spirito di Alexandros uscì da Brandicenere, lo decapitò, e tornò nella spada. Turbato, Darion fece visita a Tirion Fordring, il quale gli disse che solo un atto di amore più grande del tradimento di Renault poteva redimere la spada, e suo padre con lei. Tempo dopo, il Flagello guidato da Kel’Thuzad attaccò la Cappella della Luce, base principale della Silver Hand, dove Darion si trovava: ad un certo punto della battaglia questi trafisse sé stesso con la spada, salvando sì l’anima di suo padre e provocando la disastrosa sconfitta dei non morti, ma allo stesso tempo condannando sé stesso, diventando un cavaliere della morte al posto di suo padre.

Su ordine del Lich King, Darion cominciò ad addestrare nuovi cavalieri della morte, devastando l’Enclave Scarlatta e scendendo poi a sua volta in battaglia contro la Silver dawn alla Cappella della Luce. Qui però, il potere della Luce di Tirion Fordring e l’apparizione di suo padre da Brandicenere misero la vittoria in mano ai difensori; il Re dei Lich, apparendo sul campo di battaglia, rivelò di aver mandato Darion e i suoi cavalieri della morte a morire solo per stanare Tirion, e risucchiò lo spirito di Alexandros dentro alla sua spada Frostmourne. Darion diede quindi Ashbringer a Tirion, che la purificò con la Luce Sacra e la usò per scacciare il Lich King.

Durante la battaglia finale contro il Re dei Lich, Tirion riuscì a spezzare Frostmourne usando Ashbringer, causando la sconfitta del signore del Flagello.

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