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The Lord of the Rings – Statue 1/6 Elendil 46cm

649,90

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DISPONIBILE DA LUGLIO 2023

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Descrizione

weta

 

Weta Workshop è lieta di presentare questa statua dedicata a Re Elendil, apparso nei primi momenti della trilogia de “Il Signore degli Anelli”.

Il Re degli uomini è raffigurato come durante la battaglia contro Sauron, infatti la statua è predisposta per l’esposizione al fianco del Signore Oscuro. Elendil è scolpito in scala 1/6 con 46 cm totali d’altezza. La scultura è realizzata da Fabio Paiva, basandosi sul costume originale visto nel film.

CARATTERISTICHE:

– Scala 1:6
– Edizione limitata.
– Raffigura Re Elendil come appare nella Battaglia dell’Ultima Alleanza.
– Scolpito digitalmente da Fabio Paiva con riferimento al costume originale del film.
– Progettato per essere esposto al fianco di Sauron, Il Signore degli Anelli.

Dimensioni: 46 cm

Marca: Weta Collectibles

Isildur è un personaggio di Arda, l’universo immaginario creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien, citato nel Silmarillion e nel Signore degli Anelli. È un Dúnedain di Númenor, figlio di Elendil, e fu il secondo re dei reami Numenoreani in Esilio di Gondor e Arnor. Il suo nome significa “devoto alla luna”.

Nelle altre opere, Isildur viene citato nei Racconti Incompiuti e ne Il Silmarillion, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua morte e alcuni fatti antecedenti la trama de Il Signore degli Anelli.

Isildur nacque nel 3209 della Seconda Era a Númenor, primo figlio di Elendil figlio di Amandil, l’ultimo dei Signori di Andúnië. Ebbe un fratello più giovane, Anárion. Isildur ebbe quattro figli, tre dei quali nati a Númenor prima dell’Akallabeth e l’ultimo a Gran Burrone: Elendur, Aratan, Ciryon e Valandil.

In giovinezza, durante la corruzione di Sauron su Númenor, Isildur ebbe la saggezza di cogliere un frutto del Nimloth, l’Albero Bianco di Númenor, prima che esso venisse distrutto dal Re Ar-Pharazôn, sotto l’influenza di Sauron, riuscendo in tal modo a preservare la sopravvivenza dell’Albero. Nella fuga dal palazzo reale, dopo aver sottratto il frutto, dovette combattere con le guardie, che si erano allertate dalla sua presenza, e venne ferito mortalmente, arrivando alla casa del padre in fin di vita. Allora il frutto, riconoscente, fece un prodigio e lo guarì del tutto. Isildur, quindi, ne piantò il seme nel giardino della casa del nonno Amandil a Rómenna. Quando, assieme al padre ed al fratello, Isildur abbandonò Númenor poco prima che le flotte di Ar-Pharazôn cominciassero l’invasione di Valinor e Númenor venisse conseguentemente completamente distrutta, portò con sé l’alberello cresciuto dal seme di Nimloth.

Giunti nella Terra di Mezzo, il padre Elendil si stabilì a nord, fondando il reame di Arnor, mentre Isildur e il fratello Anárion si spinsero a sud, fondando il regno di Gondor. Isildur si stabilì sulla riva orientale del fiume Anduinfondando la città di Minas Ithil, dove piantò quello che poi divenne il Primo Albero Bianco di Gondor, e la provincia dell’Ithilien. Nel 3428, tuttavia, Sauron, il cui spirito era sopravvissuto alla caduta e rientrato a Mordor, iniziò l’invasione degli Stati Liberi, e Isildur fuggì in Arnor lasciando al fratello il governo di Gondor.

Nel 3434 Isildur, insieme a suo padre e al signore degli elfi Gil-galad, tornò al Sud al comando dell’Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, sfidando Sauron prima nella vittoriosa battaglia di Dagorlad, e poi sulle pendici del Monte Fato. Lì trovarono la morte sia suo fratello Anárion che suo padre Elendil e il re elfico Gil-galad. Questi ultimi due riuscirono ad abbattere la forma corporea di Sauron, perendo però nell’impresa. Isildur ebbe la prontezza di tagliare dal dito di Sauron l’Unico Anellocon ciò che rimaneva della spada di suo padre, Narsil. Sauron fu così sconfitto e fuggì all’Est, garantendo pace alla Terra di Mezzo. Tuttavia, a dispetto delle raccomandazioni del sire elfico Elrond, Isildur non distrusse l’Anello ma se ne appropriò legandolo al proprio casato. Isildur lasciò al nipote Meneldil, figlio di suo fratello, il controllo di Gondor, ed egli ritornò ad Arnor con i suoi tre figli.

Lungo la strada per Gran Burrone, tuttavia, ai Campi Iridati, essi vennero attaccati dagli Orchi e i figli di Isildur furono uccisi. Isildur tentò di fuggire; gettò via le armi e l’armatura e si lanciò nel fiume, infilandosi l’Anello per rendersi invisibile. Ma l’Anello scivolò via dal suo dito e un arciere degli Orchi lo colpì alla gola, uccidendolo. Da quel momento l’Anello fu chiamato il Flagello d’Isildur, e di esso si perse ogni traccia finché non fu ritrovato da Sméagol. Il corpo del Re non fu più ritrovato; solamente 3000 anni dopo Saruman il Bianco ritrovò la stella di Elendil che Isildur portava, e la catenella con cui fissava l’Anello al collo. Solo in tre scamparono al disastro, e Othar, il suo scudiero, portò a Gran Burrone i frammenti di Narsil e l’Anello di Barahir, affidatigli da Isildur quando ormai aveva capito che tutto era perduto.

Isildur fu l’ultimo e il più valoroso re a governare su entrambi i due regni degli Uomini, finché il suo discendente Aragorn – col nome di Re Elessar – non riunì i regni dopo aver affrontato l’ultima minaccia di Sauron. Dei figli di Isildur si salvò infatti il quarto, Valandil, il quale si trovava con sua madre a Gran Burrone nel momento del disastro dei Campi Iridati. Da Valandil discese la stirpe regale di Arnor e, dopo la scissione di questo, quella di Arthedain, Cardolan e Rhudaur.

 

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