Lord of the Rings – Busto The Fell Beast 50cm

749,00

DISPONIBILE DA META' MARZO

Esaurito

COD: LOTR-DYDWETA860201917 Categorie: , Tag:

Descrizione

weta

Meravigliosa replica raffigurante il busto delle terribili creature alate cavalcate dai Nazgul, questa figura è impressionante sia per la qualità che per le dimensioni, ogni minimo particolare è stato meticolosamente curato, l’elmo posto sopra alla testa è rimovibile al fine di mostrare il terribile volto celato dall’armatura, una chicca irrinunciabile per ogni appassionato degli scritti di J.R.R. Tolkien.

Serie limitata a soli 750 esemplari al mondo!

Marca: Weta Collectibles

Dimensioni: 50cm

« Coloro che adoperarono i Nove Anelli divennero potenti in vita, e furono gli antichi re, stregoni e guerrieri. Conquistarono gloria e grandi ricchezze, ma tutto questo si volse poi a loro disgrazia. E uno a uno, prima o poi, a seconda della loro forza innata e del bene o del male che ne caratterizzava in origine le volontà, caddero sotto il giogo dell’anello che portavano al dito e sotto il dominio dell’Unico, che era di Sauron. »

Il loro nome significa Spettri dell’Anello; erano in origine nove re degli uomini (tre dei quali grandi signori di Númenor) ai quali Sauron donò nove Anelli del Potere impregnati della sua volontà, facendoli così cadere uno ad uno sotto il potere dell’Unico Anello.

I Nazgûl non fanno più parte del mondo sensibile, ma non appartengono al mondo dei morti quanto piuttosto al regno delle ombre, sospesi tra questo mondo e l’aldilà: sono infatti visibili solo quando indossano dei vestiti (che però sembra ricoprano il vuoto). L’Unico Anello ha infatti il potere di trasmettere la malvagità di Sauron alle altre creature e trasformarle, corrompendo la loro natura: per aver posseduto anelli legati all’Unico ed essere stati corrotti dal male i nove sovrani degli uomini divennero Spettri dell’Anello e schiavi della volontà del possessore dell’Unico.

Nazgûl non possiedono più un corpo visibile, avendo portato ed usato con avarizia e malvagità per lungo tempo i “Grandi Anelli” di Sauron, e per tale motivo, per rendersi visibili ai loro servitori e alle loro spie, sono costretti ad indossare grandi manti neri che riescono a dare forma ai loro corpi invisibili di spettri. Nel mondo del crepuscolo perenne invece, come li vede Frodo Baggins, una volta infilato l’anello ai piedi di Colle Vento, essi appaiono alti uomini abbigliati con un unico abito lungo e grigio e con il volto bianco nel quale fiammeggiano occhi penetranti e spietati. In testa, sopra i lunghi capelli grigi e luccicanti, portano un elmo d’argento e le loro mani scarne brandiscono una lunga spada d’acciaio.

Cavalcavano cavalli neri allevati appositamente e resi schiavi dalle arti oscure di Minas Morgul, in modo da sopportare la costante presenza dei loro padroni, che altrimenti li farebbe fuggire atterriti come qualsiasi altra bestia vivente della Terra di Mezzo. Durante l’assedio di Gondor, Ombromanto, l’impavido signore dei liberi cavalli della Terra di Mezzo, è l’unico animale, che dimostra di sopportare con somma fermezza e coraggio la presenza degli Spettri dell’Anello.

Quando questi destrieri furono travolti e annegati al guado del Bruinen, per mano della magia combinata di Elrond e Gandalf, i Nove ritornarono a Minas Morgul dove trovarono nuove cavalcature nelle fattezze di gigantesche e orride creature alate. Questi mostruosi esseri erano gli ultimi discendenti di un’antica e malvagia razza sopravvissuta tra montagne nascoste, proveniente da ere e luoghi ormai scomparsi e dimenticati da tutti fuorché da Sauron. Questi infatti, se n’era impadronito e li aveva alimentati con cibi crudeli, accrescendo a dismisura la loro malvagità e le loro dimensioni. Tali esseri erano più grandi di ogni altro uccello, dal quale si differenziavano soprattutto per non possedere alcun tipo di piumaggio, per avere delle immense ali a guisa di pipistrello con pelle tesa fra grinfie di corno, e per emanare un insopportabile fetore mortale. Durante l’assedio di Gondor, i Nove, seduti sul curvo e lungo collo spoglio delle loro cavalcature alate, adempiono alla volontà dell’Occhio senza palpebra, terrorizzando chiunque si trovasse nelle vicinanze con urli di morte accompagnati da quelli gracchianti dei loro destrieri. Atterriscono gli abitanti e persino i difensori più audaci e coraggiosi, appostati sulle sette cinte murarie di Minas Tirith, dal momento che i “Nazgûl sono i Signori degli Uomini” sui quali hanno il pieno dominio, come Sauron ha pienamente il loro.

 

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