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Assassin’s Creed – Statua Altaïr il custode della mela 24cm

69,00

Esaurito

COD: ASSA-DYDUBI300108837 Categorie: ,

Descrizione

UBI-SOFT

OTTIMI DETTAGLI PER QUESTA STATUA RAFFIGURANTE IL FAMIGERATO ALTAIR.

Ubisoft presenta una nuova creazione ispirata a Altaïr: una statua del celebre personaggio, così come appare in Assassin’s Creed.
Questa statuaè la prima di una collezione che riunisce tutti i personaggi più carismatici della serie di Assassin’s Creed.
Riproduzione dettagliata del simbolo sulla fibbia. Colletto decorato e resa realistica dei tessuti.

ALTEZZA: 24cm

MARCA: UBISOFT

Altaïr Ibn-La’Ahad, è un personaggio immaginario protagonista del primo videogioco di Assassin’s Creed, del prequel Assassin’s Creed: Altaïr’s Chronicles e del sequel Assassin’s Creed: Bloodlines. Compare come personaggio di rilievo anche in Assassin’s Creed: Revelations e in molti fumetti e romanzi inerenti alla serie. È inoltre possibile impersonarlo in un breve ricordo che lo riguarda in Assassin’s Creed 2. Il nome “Altaïr” può essere tradotto in arabo, come “Aquila” o “Colui che vola” ed è il medesimo nome della stella più luminosa della costellazione dell’Aquila, mentre il suo cognome “Ibn-La’Ahad”, tradotto letteralmente dall’arabo, significa “Figlio di nessuno”.

Secondo la storia del gioco, nacque l’11 gennaio 1165 e fu fin da bambino un membro dell’Ordine degli Assassini di Masyaf. Dopo aver raggiunto il titolo di Maestro Assassino a soli 25 anni venne considerato un vero e proprio eroe nella Confraternita, e nel tempo verrà anche ricordato come il Mentore più leggendario. Infatti Altaïr modificò lo stile di vita dell’Ordine, scrivendo nel frattempo il suo famoso Codice per le generazioni successive. Altair morì il 12 agosto 1258, a più di novant’anni nella sua biblioteca, dopo aver sciolto l’Ordine di Masyaf rendendolo libero di ampliarsi e di diffondere il loro Credo e i suoi insegnamenti a tutte le future generazioni di Assassini sparse in tutto il mondo. Il suo nome continuerà così ad essere ricordato per sempre nell’Ordine, influenzando notevolmente la vita dei suoi discendenti. La sua discendenza contiene una figura importante all’interno dell’Ordine degli Assassini: Desmond Miles.

Nato all’interno della Fortezza di Masyaf come un Assassino, Altaïr possedeva delle abilità incredibili e scalò rapidamente i ranghi dell’Ordine fino a diventare l’allievo prediletto di Al Mualim. Cresciuto secondo le severe regole della Confraternita e orfano di entrambi i genitori, Altaïr in gioventù si dimostrò un ragazzo molto umile, diligente e ambizioso. Non ha mai sofferto particolarmente della mancanza dei genitori, ritrovando una figura paterna nel Mentore Rashid – anche se il ragazzo definiva il suo amore per lui debole e disonesto. Freddo e oggettivo, si è dedicato completamente alla causa che sceglie di seguire. Promosso ad uno dei ranghi più prestigiosi dell’Ordine ad appena vent’anni, Altaïr divenne presto uno degli Assassini più rispettati e temuti di tutta la Confraternita di Masyaf, secondo solo al leader, Al Mualim, tanto che tutti evitano di schernirlo o addirittura di impegnarlo in combattimento, seppur continuasse a mantenere un comportamento molto umile e rispettoso verso i suoi confratelli.

Ma ben presto cambia radicalmente, giacché la morte di Adha, il fallimento del suo recupero e l’esplodere del suo grande desiderio di vendetta lo faranno chiudere in sé stesso. Da questo momento Altaïr sviluppa un grande egocentrismo, adornandolo con un carattere egoista, arrogante e pretenzioso verso il Credo; durante il recupero della Mela alle rovine del Tempio di Salomone ritiene addirittura che le sue metodologie si innalzino al di sopra di quanto imposto dai tradizionali dogmi della Confraternita degli Assassini.

Queste sue incoscienze lo portano ad essere degradato da Priore al rango di Novizio e oltretutto sono causa di uno dei suoi più grandi fallimenti. Dopo il fallimento nel Tempio di Salomone viene inviato alla ricerca di redenzione in cambio della testa di nove Templari. Prima di ucciderli, Altaïr inizia ad ascoltare le ultime parole delle sue vittime, ascoltando le rivelazioni e le giustificazioni per le loro azioni. Così Altaïr inizia una crociata non solo finalizzata a liberare la Siria dai Templari, ma anche per modificare il suo modo di agire e di pensare.

Con il progredire della missione, infatti, Altair matura considerevolmente il suo carattere, condizionato dai pensieri e dalle teorie che le ultime parole di ciascuna delle sue vittime gli infondono in mente. Il suo atteggiamento cambia e lui inizia a percepire più sentimenti, mentre gli insegnamenti del Credo, che prima erano una guida, diventano per lui uno stile di vita. Alla fine della missione impara a controllare il suo ego e la sua arroganza e il suo vecchio carattere ribelle ed esuberante viene soppresso, divenendo più calmo, paziente e concentrato e tornando ad essere l’Assassino dal carattere umile e pacato di un tempo, guidato da forti ideali di libertà e di pace, anche se occasionalmente permette ancora alla rabbia di avere la meglio su di lui. Diventa anche molto saggio, caratteristica che gli concede di occupare de facto il posto di Mentore. Altaïr fu uno dei più rispettati e temuti Assassini, secondo solo al leader, Al Mualim.

La sua determinazione per garantire la “pace in tutte le cose” fece in modo che l’Ordine sopravvisse, e capì che il mondo, in futuro, non avrebbe avuto nessun posto per l’attuale stile degli Assassini, ed optò per l’agire nell’ombra.

Dedicò più di chiunque altro la sua vita all’Ordine e trascorse quasi tutta la sua giovinezza allenandosi come afferma nel suo Codice. La completa dedizione alla Causa e la sua personalità fredda non permisero ad Altaïr di accogliere molte emozioni sentimentali nella sua vita. Altaïr raccontò che persino alla morte dei genitori lui non reagì diversamente da come avrebbe reagito alla morte di un estraneo, sebbene negli anni a venire se ne sia pentito sentendo talvolta la mancanza di avere una famiglia come afferma sempre nel suo Codice. È noto che Altaïr ebbe due donne nella sua vita: la prima fu Adha, con la quale l’Assassino ebbe una relazione altalenante, a causa del fatto che la donna avrebbe voluto che Altaïr lasciasse il suo Ordine per stare con lei, cosa che capiamo giocando ad Assassin’s Creed Altaïr’s Chronicles. Nel medesimo gioco si scoprirà anche che i Templari ritenevano che Adha fosse il “Calice”, una discendente di Gesù Cristo e perciò in grado di unire le fazioni di Crociati e Saraceni. Dopo averla liberata dai Templari, Altaïr alla fine accetterà di fuggire insieme a lei e di abbandonare persino il suo Ordine per poterla proteggere per tutta la vita ed avere così una relazione stabile con lei. Tuttavia la donna verrà rapita nuovamente dai Templari. Altaïr giurerà a se stesso di ritrovarla, ma di lei non si avranno più notizie.[17] Un informatore di Altair in Assassin’s Creed chiede a quest’ultimo se ha più avuto notizie di Adha, ma Altaïr rimane in silenzio. Adha era infatti stata uccisa dai Templari ed Altaïr poté solo vendicare i suoi carnefici. Dopo la scomparsa della sua donna, in Assassin’s Creed: Bloodlines, Altaïr dirà di aver considerato la sua vita finita e di aver stabilito che da quel momento non avrebbe mai più gioito di niente e che si sarebbe concentrato solo ed esclusivamente a servire il suo Ordine mostrando ai suoi confratelli il “precipizio” nel quale era caduto. Ciò portò Altaïr a sviluppare il carattere freddo e distaccato con cui lo veniamo a conoscere in Assassin’s Creed 1.

Tuttavia In Assassin’s Creed 2, su una delle pagine del suo Codice, si scoprirà che Altaïr continuò a ricordare Adha anche negli anni a venire, scrivendo: “Pensavo che Adha mi avrebbe spinto a fermarmi, a riporre la spada e a vivere come un uomo normale. Ma ora so che questi sogni devono rimanere confinati al sonno… Il suo viso. Cerco di scacciarlo dalla mia mente, insieme al ricordo dei giorni e delle notti trascorsi in mare inseguendo i suoi carcerieri templari. Li avevo quasi raggiunti in tempo. Quasi. Se solo fossi stato più veloce… Invece ho stretto tra le mie braccia il suo corpo senza vita, i suoi occhi ormai vacui riflettevano ancora il terrore provato… Ho dato la caccia a tutti quegli uomini, uno per uno, finché non è rimasta alcuna traccia di loro al mondo. Ma non ne ho tratto sollievo, né soddisfazione. La loro morte non mi ha ridato la mia amata, non ha sanato le mie ferite. Dopo di allora, ero certo che non mi sarei innamorato di nessun’altra donna. Per fortuna mi sbagliavo.”. La seconda donna di Altaïr fu infatti Maria Thorpe, una Templare che rinnegò il suo Ordine per schierarsi con gli Assassini dopo aver conosciuto Altaïr, il quale molto pazientemente spiegò alla donna che la pace perseguita dai Templari era sbagliata in quanto essi volevano imporla con la forza dominando il mondo e riducendolo in schiavitù tramite il Frutto dell’Eden privando gli esseri umani della libertà. In seguito Maria e Altair si avvicineranno sempre più l’uno all’altra fino ad innamorarsi e a divenire marito e moglie. Il loro matrimonio avvenne a Limassol, a Cipro poco tempo dopo gli eventi di Bloodlines. Anni dopo Maria diede alla luce i due figli di Altair, Darim e Sef.

Equipaggiamento e competenze

Altaïr fu un Maestro Assassino, ed un istruttore, capace di eseguire straordinarie acrobazie, esperto nel rimanere in incognito, ed abilissimo nei combattimenti. Grazie al suo allenamento molto intenso, fu in grado di superare qualsiasi ostacolo. Era in grado di arrivare ovunque, scalando la torre più alta e saltando da una sporgenza senza alcuna paura. Come altri Assassini, fu anche addestrato nelle tecniche di assassinio silenzioso, a mano nuda, con le spade, con armi da lancio, nell’arrampicata, negli interrogatori, nei borseggi ed ogni altra cosa che possa aiutare nel completare una missione. Oltre alla prestanza fisica, ha avuto anche una profonda conoscenza della politica in Terra Santa, il che aiutò gli Assassini a comprendere i loro avversari.

Come un membro di alto grado nell’Ordine, Altaïr possedeva un arsenale di armi a sua disposizione, composto da una Spada, una Spada corta, Pugnali da lancio e l’iconica Lama Celata. Altaïr possedeva anche un’abilità chiamata Occhio dell’Aquila, una sorta di “sesto senso”, un istinto, un’intuizione che gli permise di capire le vere intenzioni di molte persone, anche se questo sembrava essere una rarità anche tra gli Assassini. Nel corso degli anni, applicò una serie di modifiche alle polsiere per le lame celate (ideando un metodo per non costringere l’assassino ad amputarsi l’anulare), inoltre creò una sorta di pistola da applicare alla polsiera (che in seguito Leonardo da Vinci perfezionò). Lo stesso Altair uccise Abbas ricorrendo proprio alla pistola celata.

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