Witcher 3 Wild Hunt – Statua Ciri of Cintra 69cm

879,00

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COD: WITC-DYDP1SPMW3-03 Categorie: ,

Descrizione

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Prosegue la produzione di statue legate al mondo di “The Witcher” con Cirilla Fiona Elen Riannon, anche conosciuta come Ciri.

L’ultima produzione di casa Prime 1 Studio raffigura la giovane combattente mentre brandisce la sua spada, avanzando lentamente sul cadavere di una creatura appena dilaniata; la statua vanta ovviamente dimensioni considerevoli con ben 68 cm di altezza e 34 di larghezza. 

ALTEZZA: 69cm

MARCA: PRIME 1 STUDIO

Cirilla Fiona Elen Riannon, conosciuta semplicemente come Ciri, è la coprotagonista della Saga di Geralt di Rivia, scritta dall’autore polacco Andrzej Sapkowski. Figlia della principessa di Cintra Pavetta e dell’imperatore dell’impero di Nilfgaard Emhyr var Emreis, è discendente dell’elfa Lara Dorren e quindi portatrice del leggendario Sangue Antico. Grazie a tale eredità, è capace di viaggiare attraverso il tempo e lo spazio.

Lo strigo Geralt di Rivia diventa il suo tutore quando, dopo aver contribuito a spezzare una maledizione che affliggeva il cavaliere errante Duny nella seconda raccolta di racconti della saga Il guardiano degli innocenti, questi gli offrì qualunque cosa lo strigo volesse. Sfruttando il giuramento della Legge della Sorpresa, Geralt chiese ciò che Duny (nome sotto il quale si nasconde il futuro imperatore di Nilfgaard Emhyr var Emreis) aveva già ma non sapeva ancora di possedere, ovvero la bambina nel grembo di Pavetta, sua amante segreta e principessa del regno di Cintra, promettendo di tornare a prenderla 6 anni dopo.

Alla presunta morte in mare di Duny e Pavetta, Ciri rimane sotto la tutela della nonna Calanthe, regina di Cintra, e trascorre gran parte dell’infanzia tra le isole Skellige con i druidi del posto (tra cui una stretta conoscenza di Calanthe, Saccoditopo) e il palazzo reale di Cintra. Proprio per questo motivo in uno dei racconti della raccolta La spada del destino Geralt viene impietosito dai discorsi di Calanthe, che sostiene che Ciri sia tutto ciò che rimane della sua famiglia, e decide di non guardare neanche “il bambino” a lui promesso e andarsene, rinunciando al giuramento. Sempre nello stesso libro i due si incontrano comunque due volte, l’ultima delle quali lo strigo deciderà finalmente di prendere con sé la bambina ormai dodicenne, vista anche la caduta del regno di Cintra e la morte di Calanthe per mano dell’impero di Nilfgaard. Tra la fine dei racconti delle prime due raccolte e il primo romanzo Il sangue degli elfi Ciri viene addestrata come una striga a Kaer Mohen, quartier generale degli strighi della Scuola del Lupo (di cui Geralt fa parte), ma senza essere sottoposta a nessuno dei processi di mutazione ai quali ogni strigo viene sottoposto e ai quali deve sopravvivere per diventare tale. Quando i suoi ancora latenti poteri cominciano a mandarla sempre più frequentemente in uno stato di trance e a causarle incubi e visioni terribili, Geralt chiede aiuto prima a Triss Merigold e successivamente a Yennefer. Quest’ultima la prenderà per alcuni mesi sotto la sua ala protettiva, e le insegnerà le basi della magia e come controllare i suoi incubi. Abilità che tuttavia perderà irrimediabilmente per salvarsi dal deserto in cui è finita quando, per sfuggire dai alleati dei nilfgaardiani che le danno la caccia, entra dentro un portale instabile nella Torre del Gabbiano nel romanzo Il tempo della guerra. Viene comunque fatta prigioniera, allo stremo delle forze, al confine dello sconfinato deserto da un gruppo di cacciatori di taglia che ha intenzione di venderla a Nilfaard. Dopo un veloce susseguirsi di avvenimenti, riesce a liberarsi anche grazie all’intervento di un gruppo di ladri e assassini chiamati i “Ratti”. I sei decidono di farla diventare una di loro, e con il nome di “Falka” la quindicenne Ciri prende parte per diverso tempo alle loro scorrerie e vive una breve storia d’amore con Mistle, una ragazza membro del gruppo.

Dopo l’uccisione di tutta la banda in La Torre della Rondine, viene catturata dal cacciatore di taglie Bonhart, del quale rimane prigioniera, maltrattata e torturata, sino a quando questi non decide di recarsi al villaggio chiamato “Unicorno” e venderla, tramite l’intermediario Rience, al follemente ambizioso mago Vilgefortz, che vuole effettuare macabri esperimenti su di lei per impadronirsi dei suoi poteri, per poi eventualmente rivenderla a Stefan “Allocco” Skellen, agente di Emhyr var Emreys che però vuole ucciderla e tradire l’imperatore. Ciri riesce però a liberarsi con l’aiuto involontario della sensitiva del gruppo di Allocco, Joanna “Kenna” Selborne, che tenta per curiosità di sondarle la mente e risvegliando in lei alcuni dei suoi poteri, e l’intervento dell’infiltrato Neratin Ceka, che sacrifica la sua vita per liberarla dal palo a cui era legata e per rallentare Bonhart, permettendo a Ciri di recuperare il suo cavallo Kelpie e di mettersi in salvo. Viene trovata, in fin di vita, dal vecchio eremita Vysogota di Corvo, che la porta nella sua casupola nella palude e la cura. Poco prima dell’inverno, dopo oltre un mese di convalescenza forzatale dall’anziano studioso, riparte con Kelpie e la sua spada per raggiungere la Torre della Rondine. Sulla strada per la torre, uccide buona parte dei suoi inseguitori con a capo Rience, Allocco e Bonhart, risparmiando solo il secondo e sfuggendo all’ultimo, ancora troppo forte per lei e verso il quale prova una forte paura, grazie all’inaspettato intervento della Caccia Selvaggia. In La Signora del Lago riesce a fuggire dal mondo degli antichi elfi in cui si è ritrovata entrando nella Torre, poiché questi, come riferitole dal saggio Avallac’h, la terranno prigioniera sino a quando non acconsentirà a procreare un figlio con il loro re, per riportare il Sangue Antico nella stirpe degli elfi, e comincia a viaggiare di mondo in mondo sino a quando non riesce a raggiungere il luogo dove Vilgefortz tiene prigioniera Yennefer. Si offre a lui in cambio della libertà della maga, ma egli si prende gioco della sua offerta e la imprigiona subito per iniziare i suoi esperimenti. Contemporaneamente, Geralt e la sua compagnia irrompono nel castello e, nella confusione, Ciri viene liberata dal vampiro Regis. Mentre Geralt e Yennefer affrontano Vilgefortz, Ciri si scontra in un duro duello con Bonhart, dal quale esce vincitrice. Quando anche Vilgefortz è stato ucciso e rimane solo Allocco con un pugno di guardie, fa la sua apparizione Emhyr var Emreis, che dichiara di voler prendere con sé Ciri. Dopo aver visto però la reazione della figlia all’imminente separazione da Geralt e Yennefer, l’imperatore si impietosisce e decide di rinunciare ai suoi piani, abbracciandola e salutandola con un “Addio, figlia mia”. Dopo un periodo passato a cavallo al fianco di Geralt e Yennefer per finire di sistemare alcune faccende lasciate in sospeso, Ciri e la maga vengono convocate dalla loggia delle maghe, che impone a Ciri di entrare a far parte del loro circolo. Ciri non avrà però tempo di pensarci, poiché ritrovato Geralt ferito mortalmente a Rivia porterà via, su una barca spuntata dalla nebbia causata dall’apparizione di un unicorno che la ragazza già incontrò precedentemente, lo strigo e Yennefer, anche lei morente, per poi cominciare a viaggiare di mondo in mondo.

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