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LOTR – Replica High Elven Warrior Sword

379,90

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DISPONIBILE DA FINE MARZO 2023

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Descrizione

united

Bellissima replica in scala 1:1 dedicata alla mitica arma degli alti elfi guerrieri, curata finemente in tutti i sui particolari, questa replica rappresenta un bellissimo oggetto che non può mancare a nessun appassionato della mitica saga di J.R.R. Tolkien.

La replica Include il certificato di autenticità e lo stand display in legno da esporre al muro.

TUTTE LE NOSTRE SPADE SONO OGGETTI ORNAMENTALI, VENGONO SPEDITE NON AFFILATE SECONDO LE NORME VIGENTI SULLA LORO LIBERA VENDITA E DETENZIONE TRA LE PERSONE DI MAGGIORE ETÀ

Lunghezza: 126 cm

Marca: United Cutlery

Gli elfi sono una razza di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La loro complessa storia è descritta per intero solo ne Il Silmarillion ed è menzionata in parte anche ne Il Signore degli Anelli. Gli elfi furono i primi abitanti della Terra di Mezzo in grado di parlare. A volte sono chiamati i Primogeniti o i Figli Maggiori (in contrasto con gli uomini, il Secondo Popolo). Gli elfi chiamano se stessi quendi (cioè “coloro che parlano con voci”), in onore del fatto che, quando vennero creati erano gli unici in grado di parlare. Il Vala Oromë fu il primo che li chiamò eldar (ovvero “Popolo delle stelle”) perché si risvegliarono sotto le stelle, ma il nome è generalmente considerato escludente gli avari.

I primi elfi si destarono sulle rive di Cuiviénen, una baia riparata di quello che allora era il Mare di Helcar ed il cui nome significa Acqua del Risveglio, nelle regioni nord orientali della Terra di Mezzo, proprio appena Varda terminò la forgiatura del Valacirca, la falce dei Valar, una costellazione brillante che si staglia nel mezzo del cielo.

Secondo la tradizione noldorin, come narrato nel poema Cuivienyarna, i primissimi elfi a svegliarsi furono sei: Imin, Tata ed Enel e rispettive compagne, i quali furono in seguito i progenitori delle future tre stirpi degli eldar (e anche degli avari, discendenti comunque di membri della Terza Stirpe). I nomi primigeni delle tre stirpi, prima della Grande Marcia, erano tre: la prima era quella dei minyar (“i Primi”, in quenya), ovvero i seguaci di Imin, il primo elfo a risvegliarsi. Erano i meno numerosi e, in seguito, diedero origine alla stirpe dei Vanyar. Erano caratterizzati dalla chioma bionda e dagli occhi e dalla pelle chiari. I tatyar (“i Secondi”) erano invece al seguito di Tata, il secondo padre degli elfi. Molti di loro erano alti e avevano capelli neri ed occhi grigi e blu, e dalla loro tribù discese il lignaggio dei noldor.

Infine, la tribù più numerosa era costituita dai nelyar (“i Terzi”), guidati dal terzo Elfo risvegliatosi a Cuiviénen, Enel, e la maggior parte di loro seguì Elwë nella Grande Marcia, assumendo il nome di teleri. Erano caratterizzati per lo più da capigliatura scura, ed occhi scuri o grigi, anche se non mancavano le eccezioni. Da quest’ultima e numerosa stirpe discesero, oltre che i Teleri di Valinor, i nandor ed i sindar, buona parte degli avari che rimasero nella Terra di Mezzo.

Appena destati, volsero il loro sguardo verso il cielo e pronunciarono la parola “Ele!”, ovvero “guarda!”, la prima mai pronunciata in lingua elfica. Per questo motivo furono chiamati eldar da Oromë, nella loro stessa lingua.

I primi anni gli elfi abitarono nei pressi di Cuivienen, all’ombra degli Orocarni, esplorando le zone circostanti la baia ma non allontanandosi troppo per paura di venire catturati dal cavaliere nero; questi non era altro che il nome usato dagli elfi per chiamare i servi di Morgoth, i quali lo informarono della nascita dei Primigeni; il Vala Caduto diede quindi ordine di catturarne alcuni che si allontanavano troppo dalla baia e di trarli in Utumno; lì, per mezzo di arti oscure e perverse, i malcapitati vennero distorti, andando a generare l’orrenda razza degli orchi.

Quando Oromë li scoprì, essi si nascosero timorosi che anch’egli fosse un demone, ma poi conquistò la loro fiducia e scelse tre di loro da portare a Valinor: Ingwë, Finwë ed Elwë. Questi videro lo splendore del Reame Beato e la luce degli Alberi, ed una volta tornati convinsero buona parte degli elfi a seguirli verso Valinor: coloro che accettarono furono poi chiamati calaquendi, gli elfi luminosi; altri invece scelsero di rimanere, e vennero chiamati moriquendi, elfi tenebrosi o scuri, detti anche avari, i riluttanti.

Secondo il Cuivienyarna, tutti i miniar partirono per Valinor (divenendo infine i vanyar), mentre circa la metà dei tayar e dei nelyar rimasero a Cuivienen; i membri di questi ultimi due gruppi, guidati rispettivamente da Nurwë e Morwë, divennero gli antenati di tutti gli elfi scuri, gli avari.

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