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The Hobbit – Replica 1/1 Staffa Gandalf 187cm

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Descrizione prodotto

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Noble Collection presenta un altro interessante prodotto sempre ispirato alla ormai celebre saga cinematografica Dello Hobbit.

Si tratta della riproduzione dettagliata a grandezza naturale del magico bastone druido di Gandalf il Grigio, lo stregone che ha un ruolo centrale nell’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

Super dettagliata e con un altezza di ben 187 cm, la prop replica e’ stata progettata utilizzando gli stampi originali del film, riproducendo in maniera realistica la staffa utilizzata da Gandalf nel corso della sopra citata pellicola cinematografica.

In cima è posta una lampadina incastonata all’interno di una pietra la quale si illumina con la pressione di un apposito tasto nascosto sul bastone.

ALTEZZA: 187 cm

MARCA: NOBLE COLLECTION

Gandalf è un personaggio di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Compare con un ruolo da protagonista nei romanzi Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, e appare anche ne Il Silmarillion e nei Racconti incompiuti.

All’interno del corpus dello scrittore, Gandalf si distingue come uno dei membri del Bianco Consiglio, un’assemblea che ha lo scopo di combattere l’Ombra nella Terra di Mezzo, del quale diventa successivamente capo e guida a seguito del tradimento di Saruman. Il ruolo di Gandalf ne Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli è quello di guida per i protagonisti, rispettivamente Bilbo e Frodo Beggins. Ne Il Signore degli Anelli, oltre ad essere uno dei principali baluardi della resistenza contro l’Oscuro Signore Sauron, Gandalf diviene anche il capo della Compagnia dell’Anello.

Nelle altre opere, Gandalf viene citato nei Racconti incompiuti, nei quali vengono aggiunti dettagli sulla sua origine e alcuni fatti antecedenti la trama de Il Signore degli Anelli. Ne Il Silmarillion, invece, vengono aggiunti dettagli sulle dinamiche del Bianco Consiglio durante la storia de Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.

All’inizio de Il Signore degli Anelli, ambientato circa sessant’anni dopo il termine de Lo Hobbit, Gandalf consiglia a Bilbo di lasciare in eredità al nipote Frodo l’anello magico trovato nella precedente avventura con i nani. Riparte quindi dalla Contea per sincerarsi della natura dell’Anello e, una volta confermata tale ipotesi, ritornerà a Casa Baggins, informando Frodo, che decide di lasciare la Contea.

Mentre gli hobbit (ovvero Frodo e gli amici Sam, Merry e Pipino) si recano a Brea, Gandalf decide, sotto consiglio di Radagast, di partire verso Isengard, residenza di Saruman, ignaro del fatto che Saruman abbia deciso di tradire gli altri stregoni, volendo il potere dell’Anello per sé. Nasce uno scontro, da cui Gandalf esce sconfitto e viene imprigionato nella torre di Orthanc.

Fuggito da Isengard mediante l’aiuto di Gwaihir, il Signore delle Aquile, raggiunge Frodo a Gran Burrone e diventa membro della Compagnia dell’Anello, nove viandanti inviati alla distruzione dell’Anello, prendendone il comando. Gandalf tenta di condurre la Compagnia attraverso il passo di Caradhras, ma non riesce a varcarlo a causa di una tempesta di neve. Li guida allora attraverso le miniere di Moira, ma durante il viaggio cade in un abisso nel combattimento contro il Flagello di Durin, un Balrog.

Sconfitto il demone, Gandalf muore: viene però rimandato dalla morte, purificato, prendendo il posto di Saruman come “Stregone Bianco” e divenendo una fiamma radiante (comunque ancora velata se non in momenti di estrema necessità). A spiegazione del cambiamento in seguito ebbe a dire:

« Sono molto mutato da quei tempi e non sono più impastoiato dai gravami della Terra di Mezzo com’ero allora. »

Dopo la scoperta dei piani di Sauron, Gandalf si reca a Minas Tirith, capitale del regno di Gondor. Qui Gandalf incontra l’ostilità di Denethor, il Sovrintendente, su cui riesce tuttavia ad avere la meglio, impedendogli di uccidere il proprio figlio Faramir. Durante la grande battaglia dei Campi del Pelennor, lo Stregone Bianco dirige la difesa della città. Respinto l’assalto di Sauron e vinta la battaglia, Gandalf trasferisce il comando della guerra ad Aragorn, ora a tutti gli effetti re di Gondor e principale nemico dell’Oscuro Signore. Il felice esito della missione di Frodo al Monte Fato e la distruzione dell’Anello costituiscono il trionfo della sapienza e della saggezza di Gandalf. Con la fine di Sauron viene anche meno la missione dello stregone nella Terra di Mezzo. Egli dunque parte con gli ultimi elfi e con i portatori dell’Anello (Bilbo e Frodo) verso Valinor. Gandalf si manifesta nuovamente presso la foresta di Fangorn, dove incontra Aragorn, Legolas e Gimli, che si trovavano sulle tracce di Merry e Pipino, rapiti da un gruppo di Uruk-hai inviati da Saruman. La missione del “nuovo” Gandalf è quella di guidare gli uomini nella loro grande battaglia contro Sauron, la battaglia per la libertà della Terra di Mezzo. Egli organizza la difesa di Rohan liberando re Théoden dal malefico influsso di Grima Vermilinguo, al servizio di Saruman. Gandalf in seguito raduna gli uomini dispersi di Erkenbrand facendoli arrivare in tempo per la fase finale della battaglia del Fosso di Helm; dopo la battaglia, si reca poi ad Orthanc, dove parla con Saruman, respingendo un’ultima offerta di unirsi a lui come alleato.

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